Reumatologia

 

Cos'è la Reumatologia?


La reumatologia è quella branca della medicina che si occupa delle malattie reumatiche o reumatismi, disturbi in prevalenza a carico dell’apparato locomotore, ma che molto spesso interessano tutti i tessuti connettivi dell’organismo, ossia i tessuti di sostegno, nutrizione o difesa di organi ed apparati.

Il termine reumatologia deriva dall’antica parola greca “Reuma” (“scorrere”), usata dai primi medici della storia, tra cui Ippocrate, per spiegare come alcune malattie potessero derivare dallo scorrimento e dall’accumulo di “umori” cattivi nelle sedi articolari interessate dalle varie malattie. Lo stesso Ippocrate individuò per primo la gotta, chiamandola “podagra” (termine ancora utilizzato ai nostri giorni), parola originata dai termini greci piede e tagliola, descrivendo in tal modo l’effetto dell’attacco acuto di artrite gottosa.

Alla base delle malattie reumatiche, divise in diversi gruppi e non tutte completamente individuate, ci sono processi degenerativi (ad es. ARTROSI), infiammatori autoimmuni (ARTRITE REUMATOIDE, LUPUS ERITEMATOSO SISTEMICO), infettivi (ad es. ARTRITI REATTIVE ed ARTRITI SETTICHE), dismetabolici (OSTEOPOROSI) ed altri ancora. Una chiara predisposizione genetica è stata riconosciuta per malattie come la l’ARTRITE PSORIASICA e la SPONDILITE ANCHILOSANTE (che nel 90% dei casi dimostra l’antigene HLA-B27), mentre un ruolo determinante in molte di queste malattie sembra averlo l’autoimmunità, una condizione nella quale strutture normali dell’organismo non vengono più riconosciute dal sistema immune, e sono pertanto attaccate da quest’ultimo attraverso lo sviluppo di sostanze (anticorpi) che direttamente o indirettamente arrecano gravi danni alle strutture stesse.

Molte malattie reumatiche hanno rilevante importanza medico-sociale per la loro vasta diffusione e per il loro potenziale di disabilità ed impatto sociale, lavorativo ed economico (ad esempio l’artrite reumatoide deformante, l’artrosi e l’osteoporosi).

Compito del reumatologo è pertanto l’identificazione della malattia reumatica, la diagnosi differenziale (non sempre agevole) e la cura ed il trattamento specifici per ogni singola patologia.

Diagnosi nelle malattie reumatiche

La diagnosi delle malattie reumatiche si è evoluta negli ultimi anni al pari delle conoscenze scientifiche e della terapia stessa, mantenendo prevalente tuttavia l’approccio clinico al paziente, con la raccolta accurata dei dati anamnestici (la storia clinica completa del paziente) e un accurato e completo esame obiettivo generale ed articolare.

Per quanto concerne gli esami strumentali, a fianco della radiologia tradizionale, strumento ancora preziosissimo ad esempio nell’individuazione di lesioni articolari avanzate, troviamo esami più specialistici come Risonanza Magnetica Nucleare, TAC, Scintigrafia ossea total body, densitometria ossea ed altri ancora. Un capitolo a parte nella diagnosi ambulatoriale delle malattie reumatiche va dedicato alla ECOGRAFIA ARTICOLARE E MUSCOLO-SCHELETRICA, che può essere effettuata al letto del paziente o in qualsiasi struttura ambulatoriale e permette di aggiungere informazioni essenziali alla clinica ed alla anamnesi del paziente reumatico.

Gli esami di laboratorio rivestono un ruolo quasi decisivo nelle diagnosi di malattie reumatiche, permettendo in alcuni casi (come nel LES ed in altre connettiviti) una diagnosi di quasi certezza. Tra i principali esami di laboratorio da eseguire nel dubbio di patologia reumatica vi sono: emocromo, VES, PCR, FR, anticorpi anticitrullina, profilo proteico, C3, C4, ICC, esami di funzionalità renale epatica e tiroidea, uricemia, esame urine, autoanticorpi.

Un altro esame spesso discriminante, infine, è rappresentato dall’analisi chimico-fisica e citologica del liquido sinoviale. Questo esame di laboratorio permette di valutare non solo l’aspetto fisico del liquido sinoviale, ma anche la presenza di leucociti al suo interno, nonché la presenza o assenza di cristalli di urato o pirofosfato di calcio, e quindi consente una diagnosi differenziale tra due forme di artrite da deposizione di cristalli, che hanno andamento clinico e terapia differenti.

Terapia delle malattie reumatiche

Le terapie di cui disponiamo per il trattamento delle malattie reumatiche sono molteplici: in primo luogo la terapia farmacologica, che si avvale dell’uso di corticosteroidi, antiinfiammatori (cosiddetti “FANS”), farmaci immunosoppressori ed i più recenti farmaci “biologici”, che hanno come bersaglio sostanze direttamente responsabili dei danni alle strutture dell’organismo attraverso l’attivazione di meccanismi infiammatori ed autoimmuni. Molto spesso, nelle localizzazioni articolari, è necessario associare alla terapia sistemica anche una terapia distrettuale somministrata attraverso l’iniezione intraarticolare o periarticolare con corticosteroidi o acido ialuronico, solitamente effettuati sotto guida ecografica.

Un valido supporto, recentemente, è stato osservato con l’utilizzo della Proloterapia, terapia iniettiva con sostanze irritanti (soluzioni glucosate a differenti concentrazioni), che stimolano una risposta proliferativa nei tessuti interessati dal danno, promuovendo la riparazione e la rigenerazione delle strutture stesse con un meccanismo non dissimile alla infiammazione “naturale”.

Le patologie reumatiche, tuttavia, in virtù della loro multifattorialità, necessitano in molti casi anche di terapie fisiche come fangoterapia, balneoterapia (piscina calda o tiepida), laser e magnetoterapia, tecarterapia e fisiochinesiterapia. Nei casi più estremi, in casi non curati o curati non adeguatamante, le deformità articolari che si determinano a causa della irreversibilità dei danni articolari rendono necessario l’uso di ausili di supporto per lo svolgimento delle normali attività quotidiane (ad es., posate modificate, ausili per sanitari o tutori articolari specifici).